BROKEN NURSES

Attualmente le Broken
Nurses sono: Dalila Scanu (voce), Chiara Sale
(batteria e cori), Michela Larini (chitarra), Sara
Orsi (chitarra e cori) e Isabella Ferrari (basso).
Potrei scommettere sul fatto che, in poco tempo,
saranno uno dei gruppi “all female” del settore, più
conosciuti in Italia. Purtroppo non ho avuto ancora
la possibilità di vederle “live”, ma mi assicurano,
sul palco i loro spettacoli sono pieni d’intensità,
così soddisfacenti da far si che il loro pubblico
torni di volta in volta, un concerto dopo l’altro.
Eppure, non si tratta certo di veterane! Queste
Infermiere scatenate sono sulla scena appena dal
2007 e sono tutte giovanissime. Molto presto, non ci
sarà più modo di ignorarle. Si sono ripromesse
promozioneranno il loro ultimo lavoro a spron
battuto, senza mezzi termini e che, in un modo o
nell’altro, non ci sarà settimana senza che arrivi
alle vostre orecchie qualche notizia su di loro ed i
loro progetti. Non la smetteranno, e chissà, che
arrivino ad infettare l’intero pianeta!
Allora,parliamo del significato delle Broken Nurses
a livello concettuale. (Dalila)
Il concetto
di Broken Nurses è legato ovviamente al titolo del
cd “Kill your pain”. Chi meglio di un infermiera,
per uccidere il dolore? E perché non usare come
pillola la nostra musica? Abbiamo scelto l'aggettivo
"Broken" perché meglio ci rappresenta in quanto non
siamo perfette e siamo un po' rotte nell'animo a
causa di brutti periodi passati.
Sul vostro
space (www.myspace.com/brokennurses)
si annunciano novità in casa “Nurses”… potete
raccontarci qualcosa? Cosa ci aspetta? (tutte)
Ci saranno
interviste, molti concerti in programma, il promo
con 5 nuovi pezzi, il videoclip e l'inizio della
collaborazione con Sara B., modella, attrice e
promoter, collaborazione inaugurata con un servizio
fotografico di Michele Stuppiello, a tema Nurses, al
quale hanno partecipato SaraB. E Lauretta Broken
Dolls, che salutiamo.
Siete
tutte toscane?
Si, siamo
tutte toscane
Tu Dalila
di dove sei?
Io sono di
Bozzano, una cittadina nel comune di Massarosa ed ho
origini sarde, così come la batterista.
Michela,
come lead guitar, cosa puoi dirci delle tue
influenze musicali e formazione? Qual è il tuo ruolo
a livello compositivo?
Ho cominciato
con il punk stile Distillers, L7 e Hole; poi col
passare del tempo ho preso in mano la chitarra e mi
sono avvicinata un po' di più al metal.
Scrivete i
testi tutte insieme? (tutte)
No, sono idee
personali, di ognuna che vengono poi riviste e
casomai modificate, insieme in sala prove.
Cosa vi
rende uniche?
Ha mai visto un
gruppo come il nostro? ;)
Chi si
occupa del vostro artwork?
Se ne occupa
principalmente la batterista; poi ci dà una mano la
Broken Mamy.
Che ne
pensate delle foto di M.Stuppiello, che abbiamo
aggiunto a quest’articolo, dove Lauretta Broken
Dolls ed io vi abbiamo, per così dire
“interpretato”? Questi ultimi scatti vi sono nuovi,
siate sincere…
Siamo contente di
aver ispirato un servizio fotografico così in stile
Broken. Cogliamo l'occasione per ringraziare le
modelle Sara e Lauretta e il fotografo Michele.
Qual è la
tematica prevalente nei vostri testi?
Odio e rabbia,
amore delusioni, ma anche amicizia.
Avete già
qualche nuovo pezzo? Potete dirci qualche nuovo
titolo?
Bè si ne abbiamo.
Per esempio “Full Depression” il quale parla di un
periodo buio della cantante; poi abbiamo un nuovo
pezzo in italiano, sul genere punk intitolato “ex”
dedicato a tutte le ex dei/delle propri/e partner.
Parliamo di
“Sbattimi”….
Sbattimi è una
canzone che parla esplicitamente di sesso. Il testo
è volutamente scritto in italiano perché ci sembrava
un testo divertente da proporre nella nostra lingua
e che quindi si potesse capire bene.
Possiamo
sapere chi, come, dove e quando l’ha composta?
L'ha composta
Dalila (mente più perversa del gruppo) ed è stata
rivista da tutto il gruppo in sala... prima di
arrivare alla versione definitiva ci è voluto un po'
di tempo. Le modifiche apportate al testo sono state
fatte da Michela.
Per tutti
coloro che non vi hanno ancora visto dal vivo:
perché dovrebbero comprare un biglietto per un
vostro concerto?
Perché siamo un
gruppo tutto al femminile che propone un genere
forte e aggressivo e anche un po' strano da vedere
indossato su delle ragazze. Poi perché le tematiche
dei testi incuriosiscono, sono comunque cose vicine
e comuni a tutti noi, sono cose che possiamo
condividere insieme a tutti, e perché non farlo
attraverso la musica?
Da quanto
è uscito il vostro CD e come possono comprarlo i
vostri fan o chi volesse conoscervi?
Il cd è uscito
nell'ottobre 2008. Si può trovare sul nostro sito
ufficiale (www.brokennurses.it),
in molti portali di vendita web quali msn, napster,
deejay, tim, vodafone, amazon e tanti altri (trovate
tutto sul sito e sul myspace). Poi si può ordinare
in tutti i negozi di dischi.
Parliamo
del vostro nome “Broken Nurse”… ”Le Infermiere
Rotte”, cosa rappresenta? Com’è nato e perché
l’avete scelto?
Il nome è nato
per caso, prima infatti ci chiamavamo Broken Barbies...
ma quest'ultimo entrava in conflitto con la casa
produttrice della Barbie per questione di diritti, e
quindi ci hanno consigliato di cambiarlo. Ed è qui
che abbiamo scelto "nurses", un po' perché suonava
provocante e un po' perché ricordava la figura dello
zombie nell'horror. Nurses comunque è la figura che
ci rappresenta di più.
Perché avete
deciso di formare una band di questo tipo? Qualche
trauma infantile che possa soddisfare la curiosità
morbosa dei lettori?
Siamo partite
come gruppo di amiche e magicamente ci siamo trovate
in sala a fare della musica per esprimere i nostri
pensieri e per tirare fuori il concetto di broken
che ci accomuna.
Tu,
Michela. Come mai hai scelto di essere chitarrista?
Cominciai a
suonare la chitarra dopo aver visto un video dei
Pantera che mi colpì parecchio. Sto parlando della
canzone intitolata “Cemetery Gates”.
Facevate
parte di qualche altra band prima di questa?
Solo la
batterista suonava già in un gruppo che faceva cover
rock. Ma adesso non ci suona più.
Qual è la
vostra posizione rispetto ai dogmi religiosi ed alla
loro influenza su questa società italiana?
Secondo noi la
chiesa opprime troppo la libertà di espressione
individuale ed è troppo chiusa di mentalità.
Auguriamo alle
ragazze un futuro radioso, e vi consigliamo di
seguirle!
Intervista a cura di Sara B.


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